NONSENSE
L’Autoclete (Colui che si invita da sé)
Quando il sipario macabro con rumore di ventaglio ripiegò verso la soffitta la sua grande ala rossa, un pozzo d’ombra s’aprì e sbadigliò davanti a noi una gola di ghul (Vampiro femminile che divora i cadaveri nei cimiteri). Simili a lucciole, le candele di resina portavano pretenziosamente i loro occhi nelle unghie delle loro mani di gloria (Mano d’impiccato disseccata a cui attribuivano virtù magiche e nella quale si usava mettere una candela), come le lumache in cima alle corna. E noi fummo presi da un fremito improvviso a quel pensiero, che delle marionette avrebbero, con i loro lazzi, spianato le nostre fronti cupe, perché sembrava che su una tal scena al brio dagli attori di legno dovesse applaudire la claque d’ossa dei mascellari. Quale un ragno che falcia (Il falangio, genere di aracnidi tracheati, ragno di campagna dalle lunghe zampe), l’essere vago incaricato di ritmare il movimento dei fantocci giocosi pigramente graffiò con le lunghe dita i fili appesi ai femori della sua arpa: e battè d’improvviso un galoppo chiamato di grandine rimbalzante di tegola in tegola.
ALFRED JARRY, Guignol, in: Essere e vivere |
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Quelle parole:‘cavallo mio’, riferite a me, cavallo vivente, mi parevano altrettanto strane che le parole: terra mia, aria mia, acqua mia.
Ma mi fecero, quelle parole, un’impressione enorme.
[…] un pezzo dopo, in seguito a molti svariati rapporti con gli uomini, capii il significato che loro attribuiscono a tali strane parole. Il significato ne è il seguente. Gli uomini si fanno guidare nella vita, non dalle cose, ma dalle parole. Ad essi non piace tanto la possibilità di fare o di non fare una data cosa, quanto la possibilità di pronunciare, a proposito dei vari oggetti, date parole convenzionali. […] l’attività degli uomini –per lo meno di quelli con cui io ho avuto a che fare- è guidata dalle parole, la nostra invece
dalla realtà.
LEV TOLSTOJ, Cholstomer
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