THE TIME TROUBADOUR II
Screening the Maps


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A cura di Temporary Black Space

Evento all'interno dell'iniziativa Bergamo Artdate
organizzato da The Blank

La seconda edizione di The Time Troubadour, l’ultimo progetto di Temporary Black Space, crea relazioni tra epoche diverse focalizzandosi sulla cartografia.
Il risultato si propone come una sperimentazione sulle possibili letture di una mappa, intesa come territorio su cui proiettare interpretazioni personali di visioni universali.



Nella prima tappa di The Time Troubadour (1‐10 aprile, Sala Viscontea Bg) TBS ha lavorato sui parallelismi formali esistenti tra le fotografie di alcuni modellini botanici e le stampe di Le Rire di Toulouse Lautrec, il tutto “commentato” attraverso un tableau vivant.

Gli oggetti coinvolti per questa occasione appartengono ad epoche ancora più disparate, sempre con l’obiettivo di far convivere nello stesso luogo materiali e linguaggi diversi, quasi costringendoli a partecipare ad intenzioni a loro estranee.
Ritorna la presenza di opere a stampa attraverso l’utilizzo di mappe geografiche, che servono sia da filo conduttore che da espediente espressivo; ogni cartina presente in mostra possiede caratteristiche grafiche, fattura e ambito di provenienza differenti.
The second edition of The Time Troubadour, last project by Temporary Black Space, creates relationships between different ages, focusing on cartography. The result is an experimentation on the possible readings of a map, intended as a territory on which you can project personal interpretations of universal visions.

In the first stage of The Time Troubadour project (April 1st-10th, Sala Viscontea, Bergamo), TBS worked on the formal parallelisms existing between the photographs of some botanical models and the Le Rire prints by Toulouse Lautrec, “commenting” the whole work with a tableu vivant.

The items involved for this second occasion belong to even more disparate ages, still with the aim of making varied materials and languages coexist in the same place, almost forcing them to participate to intentions that are unfamiliar to them.
The presence of print works recurs through the use of geographic maps, serving as common thread and as expressive contrivance as well; each map in the exhibition has different graphic features, makes and origins.
The theme is introduced by a planisphere, dating back to 1750, positioned at the entrance of the space, and continues then in the mezzanine floor, with the presence of a nautical chart and of a military map of the fifties, with strong graphic connotations. The last two maps are designated to be surfaces on which videos are projected, these expressly created by the TBS team, inside its space.
They are about simple shootings of actions, interpreting divertissements with existentialist hints, which references are metaphores of intention and randomness. Beside the projections, there is “SS 342”, a Pamela Del Curto’s installation on the concept of what involves crossing a territory, in terms of tangible signs.
In the room below, a nineteenth-century map, from the Palamonti Library in the Cai (nt:Italian alpine clup), Bergamo division, which fragility collides with the rigidity of a map-plastic model, walked by explorers proportioned to its scale.
Among these works, there is the Dymaxion of Buckminster Fuller, a projection of the globe on a cuboctahedron, that the architect made in 1946, here presented by Scande, in the form of graphic fetish for the audience.
Inside the caveau, an installation by Caterina Nolfo, Karaoke, creates a analogy between the guiding role performed in both the reading of a map and the reading of lyrics, required in this singing game. A contrasting note, playing down the whole situation.



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La tematica viene introdotta da un planisfero del 1750 posizionato all’ingresso dello spazio, prosegue poi nel piano ammezzato grazie alla presenza di una una carta nautica e di una mappa militare degli anni ’50 dalla forte connotazione grafica.
Queste due ultime cartine vengono intese come superfici su cui proiettare dei video, appositamente realizzati dal team di TBS all’interno del proprio spazio (in collaborazione con Caterina Nolfo).

Si tratta di semplici riprese di azioni, che interpretano divertissements con accenni esistenzialisti, i cui riferimenti sono metafore dell’intenzionalità e della casualità.
Accanto alle proiezioni si trova SS 342 un’installazione di Pamela Del Curto sul concetto di cosa comporta attraversare un territorio in termini di segni tangibili.
Nella sala sottostante si può ammirare una mappa ottocentesca proveniente dalla Biblioteca del Palamonti (Cai sezione di Bergamo) la cui fragilità si scontra con la rigidità di una mappa‐plastico percorsa da esploratori proporzionati alla sua scala. Tra queste opere trova collocazione il Dymaxion di Buckminster Fuller, una proiezione del globo su un cuboottaedro, che l’architetto fece nel 1946, qui proposto da Scande sotto forma di feticcio grafico per il pubblico.

All’interno del caveau un’installazione di Caterina Nolfo, Karaoke, crea un parallelismo tra la funzione di guida svolta sia dalla lettura di una mappa sia dalla lettura dei testi richiesta in questo gioco canoro. Una nota contrastante che sdrammatizza tutta la situazione.



L'inaugurazione della mostra si trova inserita nel programma di Bergamo Artdate, giornata di eventi d’arte contemporanea, organizzata da The Blank.
Temporary Black Space organizza anche Satellite, un display di opere d'archivio degli artisti del collettivo, presso Edoné (via Gemelli, Redona, BG), dove si terrà Festa Artdate in data 14 maggio
dalle h 22:00 alle h 02:00. Durante la festa ci saranno anche le performance di Christian Frosi e Diego Perrone e del sound designer Gabriele Cella.


The opening of the exhibition is inserted in the programme of Bergamo Artdate, contemporary art event day, planned by The Blank.
Temporary Black Space also organises Satellite, a display of archival works of the artists of the collective, at Edonè (via Gemelli, Redona, Bg), where will take place Festa Artdate on the 14th May from 22pm to 2am. During the party, there will also be performances by Christian Frosi and Diego Perrone, and of the sound designer Gabriele Cella.
* Si ringraziano: Angelo, Luca Ferri, Cai di Bg e Biblioteca Palamonti, Massenzio Salinas, Coll. Tua, Paolo Valoti, Edo e Silvia Vitali.